Voce e leadership nelle donne

Un interessante articolo pubblicato sulla testata Io donna, spiega la correlazione tra tono e caratteristiche della voce e la percezione di leadership che ne deriva. In generale la voce degli uomini trasmette più autorevolezza in quanto più calda e profonda rispetto quella delle donne, più acuta e squillante.

Queste differenze sono dovute, innanzi tutto, alle caratterstiche naturali e fisiologiche delle corde vocali che mentre negli uomini sono più grosse e quindi producono suoni più bassi, nelle donne sono più sottili e determinano quindi suoni più alti.

Per poter ridurre questo gap, la voce delle donne ha raggiunto nel corso del tempo un’evoluzione che l’ha resa più simile a quella degli uomini. Secondo una ricerca condotta dalla dottoressa Cecilia Pemberton dell’Università dell’Australia meridionale difatti, dal 1945 al 1990 il tono di voce nelle donne si è abbassato di circa 23hertz facendo registrare un aumento della presenza femminile in posizioni di leardership.

Altri studi hanno mostrato come le donne tendano a modifcare la propria voce in base alle circostanze e al contesto in cui si trovano ad operare per renderla simile a quella maschile. Tuttavia, come sostiene Andrea Bordin studioso di psicologia della Voce, è bene evitare di imitare o cercare di copiare la voce maschile, in quanto così si rischia di assumente dei toni troppo accesi o aggressivi che compromettono il discorso e possono creare disagio nel pubblico.

E’ importante invece allenare la respirazione e lavorare sull’espressione orale; lo stesso si dica quando si tratta dei social come Clubhouse e dei podcast. Dice Bordin: “Consiglio di abbassare leggermente il tono quando si parla, perché le app che si utilizzano tendono a distorcere un po’ la voce. È necessario, inoltre, lavorare sulla variazione dei paramentri espressivi e sulla respirazione diaframmatica, che permette di incamerare aria mentre si parla.”

La leadership è anche una questione di voce

Ancora Antonella Astolfi, docente di Voce presso l’Accademia Teatro Dimitri del Canton Ticino e al Piccolo Milano, spiega: “Può sembrare difficile mettere mano a qualcosa considerato naturale, ma la voce è (anche) acquisita e frutto dell’esperienza, può essere scoperta. Bisogna esplorare la specificità del segno linguistico, per dare autorevelozza a ciò che si dice. Una persona che articola male e trascina le parole non viene seguita volentieri, né ascoltata. La trasmissione dal pensiero all’atto articolatorio ha una ricaduta inevitabile nella leadership.

La voce deve risultare allineata e coerente con il contenuto del discorso per trasmettere credibilità e autorevolezza all’audience.

La voce racconta le emozioni, sa essere trasparente, è legata all’identità molto più di quanto si immagini, un’impronta digitale unica, imitabile ma non replicabile.” così Antonella Astolfi.

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Mariele Scifo

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