Nomi di città: le pronunce corrette

Capita spesso che, a causa dell’inflessione dialettale, per abitudine, o per non conoscenza, le persone non utilizzino le pronunce corrette per dire i nomi di alcune città.

In questo articolo abbiamo pensato di raccogliere alcuni nomi di città che spesso vengono pronunciati con l’accento sbagliato, e indicarne la pronuncia corretta.

Firenze: ha la prima e aperta, dunque la pronuncia corretta sarà Firènze.

Como: ha la prima o aperta, la pronuncia corretta è Còmo.

Empoli: la vocale iniziale è aperta, mentre la o è chiusa, dunque si pronuncerà Èmpóli.

Bologna: entrambe le o qui sono chiuse, la pronuncia corretta sarà Bólógna.

Genova: la e è aperta, ma la o è chiusa, quindi la pronuncia corretta sarà Gènóva.

Fidenza: come con Firenze, la e è aperta, dunque sarà Fidènza.

Roma: la o è chiusa, dunque si pronuncerà Róma.

Matera: in questo caso la e è aperta, e la pronuncia adatta sarà Matèra.

Reggio Emilia o Reggio Calabria: la e di “Reggio” è chiusa, quindi la pronuncia esatta è Réggio.

Venezia: la prima e è chiusa, ma seconda aperta, quindi la pronuncia corretta sarà Vénèzia.

Piacenza / Vicenza: in entrambi i casi la e è aperta, le pronunce corrette saranno Piacènza e Vicènza.

Livorno: entrambe le o in questa parola sono chiuse, la pronuncia corretta sarà dunque Livórnó.

Questi nomi di città spesso non vengono detti con le pronunce corrette anche da chi ci è nato o comunque vive lì e ne ha assorbito l’inflessione che, in diversi casi, porta a non porre gli accenti giusti perché non è una questione di appartenenza al luogo ma di dizione: ad esempio i piacentini, per via della loro cadenza, rischieranno di dire Piacénza, anziché il Piacènza. Così come i genovesi diranno Génova, non Gènova: il rischio di sbagliare in questi casi è ancora più alto perché l’errore di pronuncia non viene mai corretto nella quotidianità che, per l’inflessione diffusa nel territorio, lascia “credere” che il modo corretto di pronuncia sia quello che si sente in città. Dunque è necessario fare doppia attenzione, e ricordarsi le regole di dizione!

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Giulia Gullaci

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