L’importanza della mimica facciale

Indice dell’articolo:

Ogni nostra espressione racconta qualcosa e soprattutto invia un messaggio a chi ci osserva: questa è l’importanza della mimica facciale, uno dei tanti linguaggi del corpo che consiste nella modifica del volto di una persona.

La mimica facciale lavora di conseguenza a una sensazione che noi realmente proviamo e che si riflette sul volto, cambiandone l’espressione, oppure nel momento in cui noi, pur non provandola, vogliamo replicare quella sensazione, “mimandola” col volto.

L’importanza della mimica facciale può emergere in diversi ambiti. Può essere decisiva nella recitazione, perché permette all’interprete di regalare molte più emozioni a chi assiste allo spettacolo o al film, oltre che a far comprendere meglio le sensazioni del personaggio al pubblico.

Può essere fondamentale anche nei colloqui di lavoro, in cui l’esaminatore può carpire aspetti del carattere e della personalità del candidato anche in base a come reagisce a determinate domande. Allo stesso tempo il candidato può “esaminare” il datore di lavoro e le sue reazioni “visive” a ciò che l’aspirante risponde.

Anche quando si parla in pubblico la mimica facciale è fondamentale. Il connubio fra parole, pause, ritmo ed espressioni determina l’efficacia del discorso. Attenzione, questo non significa che si debba essere plateali e istrionici ogni volta che si parla: ogni pubblico è diverso e ogni modalità di racconto deve essere studiata in base a esso.

Come migliorare la mimica facciale

Nei casi in cui si provi veramente una sensazione di gioia, rabbia, frustrazione, la mimica facciale emerge e modifica il nostro volto in modo spontaneo, difficilmente controllabile da noi. A tal proposito, se si deve “interpretare” una di queste sensazioni senza provarle (ad esempio per un provino di recitazione) uno dei possibili esercizi è prestare attenzione a come il nostro volto cambia aspetto quando proviamo veramente queste sensazioni, cercando di ricordarle nel minimo dettaglio.
Studiare le nostre espressioni per replicarle nella maniera più naturale possibile porterà a una interpretazione sempre più vera.

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Giulia Gullaci

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