Tone of voice, tono e timbro di voce: facciamo chiarezza

Parliamo di comunicazione: vi è mai capitato di sentire parlare del tone of voice? Un concetto che non bisogna confondere con il tono e il timbro della voce.

Queste tre espressioni, seppur connesse tra loro, hanno infatti significati diversi. Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le loro definizioni.

Prima del tone of voice, il timbro e il tono della voce

Il timbro di voce

Partiamo con il timbro della voce. Il nostro timbro di voce è l’equivalente dell’impronta digitale: ciascuno ha la propria, unica e distinguibile dalle altre.

Avete presente quando riconoscete una persona, anche senza vederla, sentendo solamente il suono della sua voce? Ecco, quello che percepite è il timbro della voce.

Il timbro è infatti l’insieme delle caratteristiche sonore e delle frequenze che compongono la vocalità personale. È una caratteristica identitaria che difficilmente muta, se non relativamente nel tempo.

Il tono della voce

Il tono di voce, invece, è un elemento istintivo. In particolare, questo è legato alla nostra capacità espressiva e lo usiamo in maniera volontaria o involontaria, a seconda del contesto in cui ci troviamo.

Il tono della voce è estremamente mutevole. Possiamo assumere un tono autorevole, gioioso o curioso a seconda del nostro umore o delle intenzioni che abbiamo. Viceversa, se per esempio siamo stanchi o affaticati questo tono trasparirà, anche senza volerlo, dalla nostra voce.

Quindi, il tono di voce è uno strumento di relazione con noi stessi e con gli altri, dal momento che crea connessioni basate sull’espressione di sensazioni ed emozioni e muta anche a seconda del pubblico di riferimento. Varia poi anche tra il parlato quotidiano e la lettura, dove il tono può essere impostato con maggiore attenzione.

Siete interessati a migliorare la vostra lettura? In questo video Alessandra Jandolo, docente di Dizione.it, spiega come potete farlo.

Che cos’è il tone of voice?

Ora che abbiamo fatto chiarezza sulle differenze tra tono e timbro di voce, introduciamo il terzo elemento: il tone of voice. All’apparenza potrebbe sembrare la stessa cosa del tono di voce. In realtà, anche qui, ci sono profonde differenze.

In particolare, il tone of voice rappresenta un mondo a parte nella comunicazione. Questo è infatti il complesso comunicativo di un brand o di un’attività. Una sorta di strategia, che racchiude nei testi e nelle modalità comunicative adottate l’identità di una realtà commerciale, in linea con l’immagine che questa vuole dare di sé.

Ovviamente, il tono di voce può fare parte del tone of voice. Ad esempio, un brand di profumi di marca potrebbe voler scegliere di adottare, nelle sue comunicazioni multimediali, un tono di voce delicato e suadente. Questa forma di espressione suggerirebbe la natura del prodotto, che risulterebbe accattivante e lussuoso.

Questo può accadere anche per altre realtà. Una scuola di yoga potrebbe incentivare i propri insegnati a parlare con un determinato tono di voce, magari calmo e sereno. La scelta si usare una sfumatura o l’altra rafforzerebbe la brand identity della società.

Sei curioso di sapere di più sulla voce e il suo utilizzo? Leggi gli altri articoli di Dizione.it!

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Camilla Cavalli
Camilla Cavalli

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