Il public speaking online: nuova modalità divulgativa

L’ultimo periodo storico ha incrementato l’uso del web come piattaforma di comunicazione, e di conseguenza anche il public speaking online ha preso piede come nuova modalità divulgativa.
Le dirette social hanno mantenuto un contatto fra le persone, specialmente nei periodi di lockdown, ma anche dopo, risultando un canale ulteriore di divulgazione potente e accessibile.
Quando però si trattava di confronti formali e non di semplici chiacchierate sul web, poteva capitare che il contenuto venisse sminuito dall’esposizione: il public speaking online non è come quello in presenza. Questo metodo di divulgazione deve considerare diversi fattori che invece non risultano un problema nella versione in presenza.

Innanzitutto parlare a una platea dal vivo non è come sapere che c’è gente in ascolto ma non la puoi vedere. O almeno non in toto, in molti casi si riesce a vedere solo qualche persona alternata sullo schermo.

In secondo luogo, dal vivo l’audience si mobilita per vedere il divulgatore in un luogo generalmente neutro. Qui solitamente chi deve parlare “entra” nel privato o nel quotidiano degli ascoltatori, nelle case, negli uffici. Se il collegamento avviene dalla casa dello speaker, anche quest’ultimo lascia “entrare” il pubblico nel suo privato. Potrebbe sembrare una sciocchezza, ma è una discriminante che può rendere più vulnerabili entrambe le parti, in particolare chi parla. La soluzione può essere di ricreare un contesto neutro come sfondo e ricordarsi sempre che chi sta assistendo sicuramente è interessato all’iniziativa.

L’audience non solo è online, ma è anche “precaria”. Specie nelle dirette, negli webinar di conoscenza, nei confronti online aperti, le persone possono “entrare e uscire” dalle stanze virtuali quando vogliono. Dunque l’aggiornamento costante delle persone collegate può disturbare chi parla, non potendo contare sulla garanzia delle persone sedute davanti a sé o dei biglietti venduti.
Come nel punto precedente, però, bisogna tenere a mente che chi si collega alla nostra stanza è interessato e questo non dovrebbe scoraggiare ma motivare!

Non è una questione di modernità quanto di meccanismi inevitabili che si attivano in certi contesti, a prescindere da quanto possiamo essere smart. La connessione potrebbe saltare, una distrazione è più probabile, un bug del sistema o una difficoltà di accesso sono da mettere in conto.
In più tutto il confronto sociale diverso, come abbiamo detto, influisce.

Ma, nonostante le difficoltà nel parlare online, questo nuovo canale comunicativo ha reso il pubblico più propenso all’ascolto e alla visione attraverso uno schermo. Inoltre ricordiamo la capacità inclusiva dell’online: parlando sul web si arriva a più persone, e questo deve essere la forza motrice del public speaking online.
Bisogna sfruttare al massimo le capacità di questa modalità divulgativa e rendere lo speaking online efficace e efficiente al 100%. Molti libri trattano l’argomento, tra cui questo scritto dal professor Luca Vanin.

Il primo consiglio che possiamo dare noi? Assicurati una connessione internet coi fiocchi! 🙂

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Giulia Gullaci

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