Dizione: gli esercizi per correggere i difetti più comuni

Una buona dizione richiede voce, silenzio e una matita.

Uno degli esercizi più famosi, utile sia per chi deve esercitarsi a leggere ad alta voce o per chi vuole allenarsi ad articolare bene le parole è leggere un testo ad alta voce stringendo una matita tra i denti. Poi tolta la matita e ripreso il testo ad alta voce, noterete subito di avere un ritmo di lettura più veloce con una pronuncia più chiara delle parole.

Un secondo esercizio molto utile sempre per l’articolazione delle parole è leggere ancora un testo ad alta voce, avendo però cura di scandire con attenzione ogni sillaba. Anche qui è questione di minuti (seppur l’esercizio risulta un po’ lungo e noioso), però una volta ripresa una lettura ad alta voce normale noterete subito di pronunciare le parole con molta più scioltezza.

Uno degli incubi di molti adulti e bambini, spesso fonte di imbarazzo è il sigmatismo, meglio conosciuto come “zeppola”. Per arrivare a pronunciare una “S” perfetta, invece di una matita è meglio mettersi davanti allo specchio. Una volta davanti alla vostra immagine riflessa fate un bel sorriso, chiudete la mandibola e continuate a sorridere con le labbra ben separate. Poi portate la lingua contro i denti, tenendola comunque rilassata, e a quel punto spingete l’aria fuori dalle labbra. Questo dovrebbe aiutarvi a produrre il suono sibilante della “S”, e soprattutto ad individuare la corretta posizione che deve assumere la lingua in quel momento.

Un altro tarlo, che coinvolge sempre sia adulti che bambini, è il rotacismo, meglio conosciuto come “r moscia”, la classica “R alla francese”. Anche qui lo scopo è arrivare a memorizzare il corretto posizionamento della lingua. Uno degli esercizi utili in questo caso è pronunciare prima lentamente e poi sempre più velocemente suoni che contengano la lettera “T”, che aiuta la pronuncia della “R”, (come “TLA”, che si trasformerà presto in “TRA”). Inoltre, molto divertente per i bambini, c’è la classica “pernacchia con la lingua tra le labbra”, che aiuta a familiarizzare con la vibrazione tipica della “R”.

Per parlare correttamente è importante anche fare caso agli accenti. Leggere ad alta voce resta la pratica migliore da affrontare. Questa volta però evidenziando bene tutti gli accenti presenti nel testo (per eventuali dubbi basta consultare gli accenti fonetici segnati sul dizionario), magari anche registrandosi, che non fa mai male.

Non sono da sottovalutare nemmeno i classici scioglilingua.

Articolo a cura di Vittoria Marchi

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